Quello che ci fa maggiormente soffrire sono le emozioni.

E la cosa non è uguale per tutti.

Infatti davanti alla stessa situazione negativa una persona può reagisce soffrendo enormemente, un’altra la può superare con facilità e anzi trovarci l’occasione per una sua crescita.

Ma da dove vengono queste emozioni?

Il passato è la causa dei nostri dolori ; viviamo la maggior parte della nostra vita nelle emozioni del passato e dell’infanzia. 

Ognuno di noi ha un bambino interiore che spesso nell’ infanzia ha sofferto ed è per questo che questo bambino è rimasto bloccato nelle sue emozioni :

è il nostro bambino interiore ferito.

Basta un episodio qualsiasi per riportare al presente la vecchia sofferenza e riaprire la vecchia ferita ,anche se non ne siamo coscienti.

Intorno a questo bambino, nel corso della nostra crescita, si è sviluppato tutto il nostro sistema protettivo, le nostre maschere, le nostre corazze.

Tutto questo va bene,se serve a proteggerci, ma il nostro sistema protettivo, spesso finisce per soffocare questo bambino e per renderlo inaccessibile.

Non lo sentiamo più, siamo ormai identificati con il mondo dei “grandi”, siamo adulti, siamo seri, siamo responsabili.

Però il bambino interiore resiste e sopravvive dentro di noi, ed anche fuori di noi.

Se una persona adulta utilizza nel suo modo di essere solo il bambino interiore, può apparire sicuramente gioiosa, simpatica, compagnona, con una gran facilità di rapporti, ma può essere totalmente incapace di prendere decisioni, di assumersi delle responsabilità, di sacrificarsi, di fare le cose regolarmente.

Allora, crescere, diventare adulti è necessario, è buono.

Ma come crescere e diventare adulti senza perdere il senso della totalità, della creatività,

come uscire dalla vita fantastica dell’infanzia mantenendo intatti i valori del bambino?

Siamo convinti che il bambino dentro di noi deve crescere, deve diventare forte, grande, coraggioso, insomma un adulto.

Ovviamente deve anche essere spontaneo ed emotivo nel modo e nel momento giusto.

Ma se rifletti attentamente con questo ideale, stiamo cercando di scaricare tutte le responsabilità e il potere sul bambino invece di prenderlo in mano noi, adulti.

 

Il compito di crescere e di maturare è dell’adulto!
Il compito del bambino è molto semplice: deve essere e rimanere quello che è, cioè un bambino innocente, che gioca,  e che regala emozioni di tutti i tipi.

Non deve crescere, né cambiare, anzi gli dobbiamo togliere tutti i pesi che gli sono stati messi addosso,è l’adulto e non il bambino che si deve assumere questi compiti!

 

E’ necessario restare bambini pur diventando adulti” .

E,visto che le abbiamo perse,è necessario recuperare la spontaneità, la creatività, la fantasia per equilibrare un mondo adulto spesso svuotato, in cui viene a mancare l’entusiasmo, in cui non si sa godere del qui ed ora, in cui ci si vergogna ad esprimere le proprie emozioni, ci si vergogna a chiedere.

Disse Gesù :” Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli”.

Diventare come bambini significa nutrire il proprio Bambino interiore, recuperare lo sguardo infantile, lo sguardo incantato.

Lia

 

 

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